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domenica 1 novembre 2020

Modifica piastra di sterzo moto per montaggio quadro strumenti digitale

 Una volta smontata la piastra di sterzo appariva grossomodo così:


La moto monterà dei semi-manubri, e non mi piaceva molto l'idea di mettere delle viti come "tappo" nei risers che, per quanto possano essere carine, sarebbe rimaste sempre comunque dei tappi, per cui i blocchetti dei risers sono stati i primi ad abbandonarci..:


..seguiti a breve distanza dall'alloggiamento per chiave e blocchetto di accensione - che sarà collocato altrove sulla motocicletta - e al suo posto hanno trovato la loro collocazione due staffe saldate opportunamente sagomate..


per andare a supportare il nuovo quadro strumenti digitale:


Come si può vedere dalle foto la piastra di sterzo è stata anche sabbiata in preparazione della futura  (probabile) verniciatura.



domenica 30 settembre 2018

Modifica telaio Ducati Monster

Qualsiasi tipo di modifica strutturale al telaio di una moto non è ben vista dal punto di vista normativo e per poter circolare tranquillamente su strada richiede l'aggiornamento della carta di circolazione, pena il rischio di incorrere in sanzioni e ritiro del libretto del mezzo.

Fatta la doverosa premessa, vediamo come modificare il telaio di una Ducati Monster, scorciando o addirittura eliminando del tutto l'appendice posteriore di quest'ultimo, che a molti sembra eccessivamente lunga per l'unica funzione che assolve, ovverosia quella di sostenere il portatarga:




Si comincia smontando sella e portatarga



Come si vede dalle foto sopra il pezzo di telaio che andremo a tagliare ha 4 fori che sostengono una piastra in alluminio piegato che a sua volta supporta faro posteriore, portatarga e luce targa; le frecce invece sono alloggiate in appositi fori praticati nel carter in carbonio; dovremo quindi trovare un sistema per riposizionare da qualche parte e in qualche modo tutti questi componenti...

Una possibile soluzione è quella di realizzare un paio di staffe a squadra forate per sorreggere la piastra in alluminio ed avvitate poi un un paio di fori filettati praticati nel moncone di telaio che rimarrà anche a seguito del taglio:


Posizionando la piastra prima di tagliare il telaio è possibile verificare che essa venga montata nella stessa posizione in cui si trovava all'uscita dalla fabbrica; questo ci garantisce che le linee di sella e faro posteriore saranno mantenute inalterate anche dopo il taglio del telaio e continueranno a fluire in maniera organica esattamente come prima della modifica.

Verificato che sia tutto a posto si comincia a tagliare, avendo cura di coprire gomma posteriore e tutte le parti della moto che potrebbero essere danneggiate, qualora utilizziate uno strumento di taglio che produce scintille (tradotto: se usate mola e disco da taglio occhio a non fare danni a vernice, specchi e compagnia bella; se invece usate seghetti a gattuccio o simili c'è meno rischio, anche se un cencio sulla ruota non fa mai male per evitare che ci si conficchino dei trucioli..):


Si procede quindi a modificare la piastra in alluminio, che viene tagliata e rinforzata saldandoci due fazzoletti laterali che assolveranno anche alla funzione di supporto delle frecce:


quindi si aggiunge un'ulteriore squadretta per sorreggere la luce targa e si unisce tutto al moncone di supporto faro posteriore, per poi riverniciare l'intero assieme di nero opaco:


Anche se a prima vista dalle foto soprastanti non è così immediatamente evidente, tutto questo lavoro effettuato sulla piastra di sopporto del gruppo ottico posteriore è servito a compattare al massimo il tutto, consentendoci di accorciare la moto il più possibile senza dover effettuare saldature di nuove staffe al telaio della moto o modifiche che richiedano una ripresa della verniciatura di quest'ultimo, quindi per quanto mi riguarda una soluzione il più possibile pulita e "minimamente invasiva" dal punto di vista degli interventi effettuati sulla moto.

Ecco quindi come si presenta la Ducati Monster dopo le modifiche fatte al codino, visibilmente più corta:



domenica 16 luglio 2017

Installazione archetto in stile Café Racer su BMW R1100 GS

E' risaputo, "donne e motori son gioie e dolori",  e tra le tante cose che accomunano le donne e le due ruote c'è anche il fatto che entrambe, una volta spogliate, possono riservare delle sorprese e non essere poi così sexy come sembravano da vestite...

E' questo il caso di questo telaio di BMW R1100GS, obbiettivamente non così affascinante senza il resto della moto intorno:


Quindi, visto il desiderio del proprietario di modificare un po' la moto, la prima cosa che ha deciso di far "saltare" è stato il finale, da sostituire con un classico archetto curvo che lasciasse un po' più di libertà nella scelta della sella.

Curvato quindi il tubo del diametro giusto:


..dopo averlo rifilato alla misura desiderata, si passa al taglio del telaio


che, come ci mostra la foto soprastante, è costituito da due tubi uno dentro l'altro, il che ha reso necessario la realizzazione di un paio di torniti a sezione cilindrica differenziata per la parte rimanente del telaio "vecchio" e per il nuovo archetto



Nelle foto sopra sono anche già stati praticati i fori per la saldatura dei torniti al telaio, analogamente a quanto sarà fatto per l'archetto, che ovviamente oltre che ai torniti sarà anche saldato ai "moncherini" rimanenti del telaio, dopo di che si procederà con molatura e ripulitura del tutto:



Ed infine alla realizzazione di una piccola linguetta per il fissaggio del parafango:




domenica 29 gennaio 2017

Come realizzare e installare un archetto per telaio café racer

Nonostante la "sbornia" di qualche tempo fa si sia un po' regolarizzata, è innegabile che le café racer siano ancora alla grande sotto le luci della ribalta e quindi ogni tanto capita di trovarsi recapitato un telaio già "amputato" dal suo smanioso proprietario, che solo in un secondo momento si è reso conto che per poter ricostruire qualcosa di buono aveva bisogno di qualche attrezzo e qualche ora di lavoro in più..
La prima cosa da fare quindi in questi casi, una volta stabilite misure, inclinazioni e ingombri col proprietario è quella di equilibrare la lunghezza dei "moncherini" da entrambi i lati (figuriamoci se il taglio è stato eseguito nelle stesso punto da entrambi i lati..) e raddrizzarlo per quanto possibile, dopo di che si passa alla rimozione della vernice nelle parti che verranno saldate e alla realizzazione delle boccole per "l'impipaggio" dei tubi.


Come è possibile apprezzare meglio dalla foto sottostante, nel telaio sono stati praticati dei fori che successivamente verranno utilizzati per saldare la boccola al telaio stesso


Stessa procedura verrà applicata all'archetto, che in questo caso è una semplice curva a 180° senza ulteriori curve, dato che l'inclinazione finale del codino sarà quella dettata dal telaio originale.
Un giro veloce alla mia piegatubi Costafabbri Custom Choppers TB3 e l'archetto è pronto ad essere saldato


.. non prima però di avergli praticato i fori di cui sopra:


A questo punto si tratta davvero "soltanto" di saldare a modino il tutto e molare con garbo fino ad ottenere un risultato finale accettabile, perchè è vero che poi lo stucco rimedia tutto, però meno se ne usa e meglio è,  e su questo direi che siamo tutti abbastanza daccordo, per cui visto che oramai vi siete presi la briga di fare il lavoro e siete arrivati fino a questo punto, perdeteci un po' di tempo in più e carteggiate bene il tutto (anche perchè in caso decideste di far verniciare a polvere il telaio lo stucco di sicuro non è un'opzione così percorribile - a meno ovviamente di utilizzare stucchi ad alta temperatura, piuttosto costosi e di non così facile reperibilità..)



A questo punto il telaio è pronto e potete passare a sbizzarrirvi nella scelta o nella realizzazione di sella e codino che più vi aggradano..

domenica 10 gennaio 2016

Trasformazione Guzzi V7 Classic in Café Racer - Assemblaggio Finale

Anche se oramai le feste sono passate, sballare i pezzi appena tornati dalla cromatura è sempre un po' come scartare un pacco di Natale, con la differenza però di avere la consapevolezza di sapere già di trovare dentro il regalo giusto...


Disimballati i pezzi si può quindi procedere al rimontaggio dei medesimi, dal parafango anteriore



... al parafango posteriore, con annessi il nuovo portatarga, frecce, faro e stop



...alle tabelle portanumero


a tutti i piccoli componenti, staffe e staffettine sempre necessari in questi casi, qui ad esempio il dettaglio della nuova posizione del blocchetto aprisella, spostato per non dover rovinare la tabella portanumero di sinistra, con relativa staffa di supporto verniciata a polvere necessaria a farlo "scomparire" tra i supporti della pedanina del passegero:



Qualche veduta d'insieme della Guzzi V7 Classic versione "café racer artigianale" dove si riescono ad apprezzare le altre modifiche effettuate sulla moto (terminali di scarico, manubrio e specchietti), oltre ai parafanghi e alle tabelle portanumero artigianali cromati






domenica 3 gennaio 2016

Trasformazione Guzzi V7 Classic in Café Racer - Parafango posteriore artigianale

Dopo aver terminato e messo in prova il parafango anteriore, il processo di trasformazione in café racer della Guzzi V7 Classic prosegue con la sostituzione del parafango posteriore, che viene quindi smontato e utilizzato come riferimento per tracciarci sopra le dimensioni del nuovo parafango di lamiera


... che viene gradualmente sagomato



e controllato di frequente con l'originale



... da diverse angolazioni..


per essere sicuri che le curve siano quelle desiderate


qualche test fit anche sulla moto...


.. e si può quindi iniziare con la definizione di qualche dettaglio



per proseguire poi con la parte di rifilatura del materiale in eccesso, di ribordatura delle estremità e infine di saldatura delle boccole per il montaggio:


A questo punto il parafango posteriore della Guzzi V7 Classic versione "Café Racer in progress" può essere testato sulla moto, da solo...

... e con il faro posteriore