domenica 7 giugno 2020

Ricostruzione parti mancanti carter Lambretta

Quando arrivano pezzi da riparare in condizioni come quelle di questa povera Lambretta:


c'è poco da fare, bisogna armarsi di pazienza, ripulire al meglio l'alluminio e saldare, saldare, saldare..



e poi chiaramente molare, molare, molare..:


domenica 26 aprile 2020

Modifica antistallonamento "beadlock" per cerchi 4x4

Piccola digressione nel mondo dei 4x4, non me ne vogliano i puristi delle due ruote...

Per chi non lo sapesse (e io ero orgogliosamente uno di questi fino a non molto tempo fa..) il beadlock è un sistema che consente di utilizzare pneumatici anche a pressioni molto basse (con tutti i vantaggi di maggior grip e assorbimento delle asperità del terreno che ne conseguono per gli amanti dell'offroad) senza che questi "stallonino" o che slittino sul cerchione.

Per realizzare la modifica si comincia - ovviamente dopo tutti i rilievi e le misurazioni del caso - con il taglio a CNC (nello specifico in questo caso taglio ad acqua, o waterjet cutting per gli anglofoni) di flangia e controflangia da un bel foglio di alluminio, preferibilmente - visto il "mare magnum" di leghe che purtroppo troppo spesso vengono raggruppate tutte indistintamente sotto la classificazione generica di "alluminio" - di una lega idonea e dalle buone caratteristiche meccaniche, oltre che di saldabilità, non alluminio da scodelle stampate a basso costo per capirsi..:


Teoricamente le flange si potrebbero ricavare anche centinando e poi saldando dei piatti della giusta misura (o quanto più vicino possibile alla misura desiderata), minimizzando  al massimo il costo del materiale di sfrido - che negli altri processi incide non poco sul costo complessivo totale dell'intera modifica - però è sicuramente più complicato ottenere tutte flange della stessa esatta misura ed anche la planarità non è sempre facile da mantenere ad alti livelli durante le operazioni di centinatura. Metteteci in considerazione anche il fatto che dopo averle centinate e risaldate la flange andrebbero comunque "riprese" per essere forate (e presumibilmente anche tornite ai giusti diametri), oltre al fatto che si tratterebbe comunque di pezzi saldati e non ricavati dal pieno, che forse la cosa più conveniente è tagliarle da lastra (waterjet, laser, plasma,..) o ricavarle per asportazione truciolo da barra o da lastra (tornio o centro di lavoro).

Mentre il taglio ad acqua fa il suo dovere possiamo cominciare a preparare i cerchi cui andrà applicato il beadlock, nella foto sottostante un cerchio da 15" e uno da 16" prima della preparazione:


Qui sotto invece il confronto tra un cerchio preparato ed uno da preparare:


Come potete vedere è stato spianato il bordino all'estremità del cerchio e al contempo è stata rimossa ogni traccia di vernice dalla parti che subiranno operazioni di saldatura (i cerchi di alluminio sono praticamente tutti verniciati, fosse anche solo col trasparente, anche quelli... color alluminio, provare per credere).

Una volta preparato il cerchio si può procedere con l'appuntatura mediante saldatura della flangia interna, avendo cura di verificare che i fori predisposti per i bulloni - qualora optiate per un fissaggio della controflangia mediante bullone passante -  siano nei posti giusti, ovverosia verificando che i bulloni non interferiscano con le razze del cerchio in fase di montaggio e smontaggio della gomma, e che magari si riesca anche ad infilarci una chiave..:


Verificato che la flangia esterna può essere avvitata senza problemi, e che nulla interferisce con le normali operazioni di montaggio e smontaggio dello pneumatico


si può procedere con la saldatura definitiva della flangia interna


e poi, una volta fatto raffreddare il tutto (e vi posso garantire che saldandolo a TIG sulle 240A alla fine le mani vicine ci si tengono poco volentieri), alla verniciatura di cerchi e flange (se vi va con colori più sobri di quelli dei prodi cavalieri delle crete senesi... ^^ ):






giovedì 10 gennaio 2019

Borse rigide per moto Guzzi V7 d'epoca - Parte 2

Dopo aver realizzato in "2D" i pezzi per le borse rigide per Guzzi V7 d'epoca, si comincia a conferire loro un aspetto un po'  più "tridimensionale":


e ad assemblare le borse, che dopo qualche round di saldatura, molatura e ribattitura si presentano così:



Si procede quindi con le operazioni di incernieratura dei coperchi e chiusura dei medesimi mediante serratura, prima della doverosa verniciatura e assemblaggio finale:





A questo punto non rimane altro da fare che mettersi alla ricerca dei fregi - originali o repliche - a qualche mercatino o mostra scambio o negli immancabili forum di appassionati, prima di poter finalmente montare le borse sulla moto e completare il restauro della Guzzi V7.

domenica 30 dicembre 2018

Borse rigide per moto Guzzi V7 d'epoca - Parte 1

Quando reperire i ricambi originali per il proprio mezzo d'epoca diventa oltremodo complicato, per non dire in alcuni casi perfino impossibile, l'unica alternativa è provare a ricostruirli quanto più fedelmente possibile, alle volte partendo solamente da qualche foto e qualche misura presa "a occhio", come nel caso di queste borse per moto Guzzi V7 d'epoca:



Si parte quindi con quello che dovrebbe essere grossomodo il profilo della borsa, ripetuto su quattro pezzi identici di lamiera:


ritagliati poi singolarmente per ricavare i fianchi di borsa e coperchio:


Dopo di che si procede a ritagliare i pezzi che formeranno la parte centrale di borse e coperchi e a dargli una prima "sbozzata" per far loro seguire i contorni dei rispettivi fianchi: 


Come è ben evidente dalla foto sopra, quando vado a ritagliare sulla lamiera gli sviluppi dei "canali" centrali, personalmente preferisco sempre lasciarli più lunghi del necessario e rifilarli a misura in un secondo tempo, giusto per essere sicuro di avere materiale a sufficienza da sagomare lungo il contorno del fianco di pertinenza ed evitare di ritrovarmi nella spiacevole situazione di avere il canale qualche centimetro più corto del fianco, e un pezzo da buttare via o comunque che richiede del lavoro per essere risistemato come si deve ..

domenica 30 settembre 2018

Modifica telaio Ducati Monster

Qualsiasi tipo di modifica strutturale al telaio di una moto non è ben vista dal punto di vista normativo e per poter circolare tranquillamente su strada richiede l'aggiornamento della carta di circolazione, pena il rischio di incorrere in sanzioni e ritiro del libretto del mezzo.

Fatta la doverosa premessa, vediamo come modificare il telaio di una Ducati Monster, scorciando o addirittura eliminando del tutto l'appendice posteriore di quest'ultimo, che a molti sembra eccessivamente lunga per l'unica funzione che assolve, ovverosia quella di sostenere il portatarga:




Si comincia smontando sella e portatarga



Come si vede dalle foto sopra il pezzo di telaio che andremo a tagliare ha 4 fori che sostengono una piastra in alluminio piegato che a sua volta supporta faro posteriore, portatarga e luce targa; le frecce invece sono alloggiate in appositi fori praticati nel carter in carbonio; dovremo quindi trovare un sistema per riposizionare da qualche parte e in qualche modo tutti questi componenti...

Una possibile soluzione è quella di realizzare un paio di staffe a squadra forate per sorreggere la piastra in alluminio ed avvitate poi un un paio di fori filettati praticati nel moncone di telaio che rimarrà anche a seguito del taglio:


Posizionando la piastra prima di tagliare il telaio è possibile verificare che essa venga montata nella stessa posizione in cui si trovava all'uscita dalla fabbrica; questo ci garantisce che le linee di sella e faro posteriore saranno mantenute inalterate anche dopo il taglio del telaio e continueranno a fluire in maniera organica esattamente come prima della modifica.

Verificato che sia tutto a posto si comincia a tagliare, avendo cura di coprire gomma posteriore e tutte le parti della moto che potrebbero essere danneggiate, qualora utilizziate uno strumento di taglio che produce scintille (tradotto: se usate mola e disco da taglio occhio a non fare danni a vernice, specchi e compagnia bella; se invece usate seghetti a gattuccio o simili c'è meno rischio, anche se un cencio sulla ruota non fa mai male per evitare che ci si conficchino dei trucioli..):


Si procede quindi a modificare la piastra in alluminio, che viene tagliata e rinforzata saldandoci due fazzoletti laterali che assolveranno anche alla funzione di supporto delle frecce:


quindi si aggiunge un'ulteriore squadretta per sorreggere la luce targa e si unisce tutto al moncone di supporto faro posteriore, per poi riverniciare l'intero assieme di nero opaco:


Anche se a prima vista dalle foto soprastanti non è così immediatamente evidente, tutto questo lavoro effettuato sulla piastra di sopporto del gruppo ottico posteriore è servito a compattare al massimo il tutto, consentendoci di accorciare la moto il più possibile senza dover effettuare saldature di nuove staffe al telaio della moto o modifiche che richiedano una ripresa della verniciatura di quest'ultimo, quindi per quanto mi riguarda una soluzione il più possibile pulita e "minimamente invasiva" dal punto di vista degli interventi effettuati sulla moto.

Ecco quindi come si presenta la Ducati Monster dopo le modifiche fatte al codino, visibilmente più corta: