lunedì 17 ottobre 2011

Lavorare Stanca, Atto Secondo: ponte alzamoto fai da te

Viste le numerose richieste di maggiori delucidazioni sul progetto del ponte sollevatore moto (le foto sono postate in vari angoli sperduti del web) ho deciso di centralizzare qui il resto dei dettagli, in modo da poter agevolmente indirizzare qui chiunque abbia necessità di maggiori informazioni, onde evitare di dover riscrivere molte volte le solite cose.

Allora, prima di tutto partiamo dai materiali: le zampe sono in tubolare quadro 50x50x3mm, i sostegni di sicurezza sempre di tubolare quadro, però 30x30x3mm.

I bulloni sono M12 in classe 8.8 serrati con dadi autobloccanti; i fori maggiormente soggetti a sollecitazioni sono rinforzati con una rondella saldata su tutta la circonferenza all'interno del tubolare, per distribuire meglio il carico.
Con questi dimensionamenti non ho avuto problemi fino a 300Kg (oltre non l'ho testato, avevo finito i dischi in ghisa della cantina/palestra da caricarci su per provarlo hehe...); per la mia moto che pesa 2 quintali mi è parso sufficiente come margine, in fondo non ha molto senso fare una prova distruttiva per vedere quanto regge.. ;)

Dove invece sono stato un po' "avaro" con gli spessori, è negli angolari che formano la base del ponte: sono da 50x50x3mm, ma è poco. Tornassi indietro andrei MINIMO sui 5mm di spessore, perchè nel sollevamento tendono a flettersi. Per ovviare al problema ho dovuto mettere una sbarra bella spessa in fondo all'alloggiamento del crick, che però crea altri problemi , perchè il tipo di crick che ho usato per questo tipo di ponte, ovvero un crick a braccio, nel sollevamento ha bisogno di spostarsi all'indietro, e la sbarra lo impedisce, per cui per alzare la moto ci vuole un po' di "tecnica" e di pazienza...
Abbondate con gli spessori della base fissa, e non avrete di questi problemii.
Gli angolari superiori che formano la base mobile invece direi che da 50x50x3mm possono bastare, al solito i fori sono rinforzati con le rondelle. Sopra c'è saldata una cornice fatta con angolare 20x20x2mm (più che sufficiente, visto che non è un componente strutturale), in cui è alloggiata una tavola di truciolato da 18mm di spessore, ricoperta con bollato nero in plastica graffettato lungo tutto il perimetro.
Per finire qualche dettaglio e qualche foto della morsa, sulla quale in effetti non avevo fornito molte informazioni. I montantini e le due "V" mobili sono in tubolare quadro 50x50x3mm, l'angolo al vertice della "V" è di  120°; comodo da realizzare con due tagli a 60° e proporzionato nel seguire il profilo del cerchio, e a bloccare adeguatamente la ruota.

Il tutto è saldato su una piattina da 50x5mm, forata e imbullonata al pianale mobile, in modo tale da renderla rimovible e poterla usare per tenere dritta la moto anche a terra. Premetto che non l'ho provata senza l'ausilio del ponte, per cui non so dirvi se la piattina sia sufficiente a sostenere da sola la moto, nel caso non bastasse è necessario ancorarla in qualche modo ad una piastra più lunga (e in questo caso probabilmente anche più spessa) per avere sufficiente sostegno laterale.

 
Sopra i montantini ci sono due mezzi anelli saldati, che servono per agganciarci le cinghie per tenere ben fermo l'anteriore della moto in fase di sollevamento. La moto sta bella fissa anche senza le cinghie, però in tutti i ponti commercializzati le cinghie vengono fornite insieme al ponte, per cui io le uso, poi fate voi. Il meccanismo di scorrimento è stato realizzato con una barra filettata di 20mm, cui è saldata ad un'estremità una piattina da 20x5mm e poi un tubolare da 20x2mm, la barra scorre dentro due bulloni saldati ai lati del montantino, opportunamente forato. Le due "V" sono anch'esse forate, e la barra filettata agisce su di esse da entrambi i lati mediante due rondelle solidali alla barra stessa.


Al montante di sinistra è stata saldata una piastra per fermare la ruota della moto al punto giusto, onde evitare di "passare dall'altra parte" [e se velo state chiedendo, sì, è successo, quando ancora non avevo la rampa per salirci la moto, arrangiandomi con l'antica ricetta tavolaccia-di-legno + tanta rincorsa, sono salito da un lato e sceso dritto dritto da quell'altro, e manca poco infilo dentro il mio furgone Volkswagen Westfalia...]
La piastra d'arresto è pesantuccia, al punto che farebbe rovesciare la "V" (che è libera di ruotare introno alla barra filettata da 20mm), per cui per farla stare correttamente in posizione, c'è stata saldata quella che in gergo molto tecnico si chiama "zeppa".

Come potete vedere dalle foto mancano ancora da metterci le protezioni in gomma per evitare di rigare i cerchi, ma al momento nella mi' moto 'un si sciupa nulla... :D

Infine, ecco il bozzetto quotato del progetto della morsa (e come al solito manca qualche dettaglio che mi scoccio a disegnare e improvviso sul momento, ma come si dice dalle mie parti, la "ciccia" c'è tutta...):




'njoy!


2 commenti:

  1. marcocoguaro7 marzo 2014 19:24

    Grazie a nome personale e di tutti quelli che, pur avendo utilizzato an che solo una parte di cio' che hai postato, non lo hanno ancora fatto.

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