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domenica 7 giugno 2020

Ricostruzione parti mancanti carter Lambretta

Quando arrivano pezzi da riparare in condizioni come quelle di questa povera Lambretta:


c'è poco da fare, bisogna armarsi di pazienza, ripulire al meglio l'alluminio e saldare, saldare, saldare..



e poi chiaramente molare, molare, molare..:


giovedì 10 gennaio 2019

Borse rigide per moto Guzzi V7 d'epoca - Parte 2

Dopo aver realizzato in "2D" i pezzi per le borse rigide per Guzzi V7 d'epoca, si comincia a conferire loro un aspetto un po'  più "tridimensionale":


e ad assemblare le borse, che dopo qualche round di saldatura, molatura e ribattitura si presentano così:



Si procede quindi con le operazioni di incernieratura dei coperchi e chiusura dei medesimi mediante serratura, prima della doverosa verniciatura e assemblaggio finale:





A questo punto non rimane altro da fare che mettersi alla ricerca dei fregi - originali o repliche - a qualche mercatino o mostra scambio o negli immancabili forum di appassionati, prima di poter finalmente montare le borse sulla moto e completare il restauro della Guzzi V7.

domenica 30 dicembre 2018

Borse rigide per moto Guzzi V7 d'epoca - Parte 1

Quando reperire i ricambi originali per il proprio mezzo d'epoca diventa oltremodo complicato, per non dire in alcuni casi perfino impossibile, l'unica alternativa è provare a ricostruirli quanto più fedelmente possibile, alle volte partendo solamente da qualche foto e qualche misura presa "a occhio", come nel caso di queste borse per moto Guzzi V7 d'epoca:



Si parte quindi con quello che dovrebbe essere grossomodo il profilo della borsa, ripetuto su quattro pezzi identici di lamiera:


ritagliati poi singolarmente per ricavare i fianchi di borsa e coperchio:


Dopo di che si procede a ritagliare i pezzi che formeranno la parte centrale di borse e coperchi e a dargli una prima "sbozzata" per far loro seguire i contorni dei rispettivi fianchi: 


Come è ben evidente dalla foto sopra, quando vado a ritagliare sulla lamiera gli sviluppi dei "canali" centrali, personalmente preferisco sempre lasciarli più lunghi del necessario e rifilarli a misura in un secondo tempo, giusto per essere sicuro di avere materiale a sufficienza da sagomare lungo il contorno del fianco di pertinenza ed evitare di ritrovarmi nella spiacevole situazione di avere il canale qualche centimetro più corto del fianco, e un pezzo da buttare via o comunque che richiede del lavoro per essere risistemato come si deve ..

domenica 8 gennaio 2017

Parafanghi moto d'epoca: sostituire o riparare?

Mentre nelle macchine e nelle moto moderne la produzione di grande serie ha fatto sì che convenga praticamente sempre sostituire un pannello di carrozzeria pesantemente danneggiato con uno nuovo di pacca, per autovetture e moto d'epoca il discorso è più complicato, in quanto non sempre è possibile reperire un pezzo di ricambio per il proprio mezzo, oppure questi talvolta hanno prezzi talmente proibitivi o sono in condizioni tali da far riflettere sull'opportunità o meno di riparare il pezzo anziché sostituirlo.
Ci sono poi casi in cui la riparazione del pezzo non è decisamente agevole, e se il ricambio non è disponibile, non rimane altro da fare che armarsi di pazienza e rifare il pezzo da un foglio di lamiera fresco..


Ed è esattamente questo quello che è toccato fare per sostituire il parafango della foto che vedete sopra, ricostruito interamente su un foglio di lamiera da ben 12/10 di spessore, giusto per rendere la cosa più interessante e il parafango anni luce più robusto di quello originale (sì, peserà più dell'originale, ma incredibilmente la moto non sarà utilizzata per correre in MotoGP e il pulitore avrà più materiale per tirarlo a lucido prima della cromatura fino al punto dove le finanze del proprietario vorranno spingersi e il parafango sarà ancora intero quando l'originale si sarà già decomposto - ovviamente tutto questo ha un prezzo, ed è la maggior fatica che farete se dovrete batterlo a mano...)


Qualche dettaglio delle ribordature viste dall'esterno..



..e dall'interno del parafango


Pronto per lucidatura e cromatura!

sabato 4 aprile 2015

Come saldare un monoblocco motore in alluminio rotto

La Pasqua, si sa, è tempo di sorprese, ed anch'io ho avuto la mia bella sopresa qualche giorno fa, ritrovandomi recapitato davanti alla porta un carrellino con sopra il motore di una moto.
E' stato sufficiente scendere di macchina ed avvicinarsi un po' per scoprire che in realtà la vera sorpresa l'aveva avuta il proprietario del motore, quando mentre lo smontava, si era visto rimanere tra le mani un bel pezzo di stucco, testimone unico di un danno occultato da una riparazione da "carrozzaio 100%"...



Non direi proprio una cosetta da cavarsela con un po' di stucco e via, decisamente meglio commutare la saldatrice da DC ad AC e provare a fare una riparazione decente, ricostruendo con la saldatura il pezzo della fusione di alluminio del monoblocco che si è rotta.

La prima cosa da fare in questi casi è cercare di ripulire il pezzo il meglio possibile, sgrassare, molare / spazzolare, sgrassare ancora...
Il motivo per cui  sgrasso il pezzo anche prima di spazzolarlo / molarlo e non solo dopo prima di saldarlo è per non correre il rischio di "spingere" più in giù nel materiale lo sporco durante la fase di asportazione meccanica di quest'ultimo (se avete mai molato dell'acciaio inox con dei dischi con cui avete fatto del ferro capirete subito cosa intendo..)

La mia esperienza con questa roba è che tipicamente l'alluminio con cui sono fatte si salda molto bene (ok, a parte una coppa dell'olio di una Hyosung che mi è capitata una volta, che qualche imprecazione in più del dovuto me l'ha strappata dai denti..), l'unica noia è che di solito si è ben impregnato di olio e sporco, per cui all'inizio il bagno di fusione non scorre via proprio "liscio" e pulito, ma fumo, soffiature e porcherie varie sono la normalità (mentre lo si salda vengono fuori gli odori più strani, sicuramente una delle cose più salutari da risaldare insieme alle marmitte...  - piccola nota di colore, una volta ho dovuto risaldare una strana "cazzuola" artigianale fatta di ferro e acciaio inox, faceva gli odori più impensabili di questo mondo, poi ho scoperto che la usavano per rimestare la "pollina", ovverosia il concime dei polli... chesaddafàppeccampà...)

Tornando al nostro blocco motore di alluminio rotto, in questi casi io per saldarlo sposto un po' il bilanciamento della corrente alternata verso la parte di semionda posivita, faccio il primo passaggio facendo "bollire" via quanto più sporco possibile, ripulisco bene tutto quanto è venuto in superficie, et voilà, dal secondo passaggio in poi si salda piuttosto serenamente...


La posizione non è mai delle più comode, ma in questo caso nemmeno scomodissima; altro giro


... avendo sempre cura di depositare una quantità piuttosto generosa di materiale di riporto, onde evitare di dover scoprire nostro malgrado che manca materiale quando lo si va ad asportare e dover riaccendere la saldatrice (cosa peraltro fastidiossima, io mi trovo pienamente daccordo con quanto  diceva Tuco Benedicto Maria Pacifico ne "Il buono, il brutto, il cattivo", "quando si mola si mola" - o qualcosa del genere... - )
Sempre a questo proposito ho fatto anche un'ultimo passaggio di fusione tra i vari cordoni per uniformare il tutto ed evitare che potessero rimanere delle solcature nei punti di transizione tra un cordone e l'altro; non è bellissimo da punto di vista estetico, ma tanto va spianato...:


Come si può vedere dalla foto sopra la riparazione "sborda" al di sopra del bordo originale, questo per il solito motivo di avere materiale a sufficienza per poter poi "rifare il piano" come si deve senza sorprese (= concavità).

Dal lato interno invece, visto che non era mia intenzione ripassare la saldatura con la fresa, ho cercato di tenere la parete più dritta possibile, ed ho poi effettuato un ulteriore passaggio finale nella parte interna superiore per creare un labbrino di irrobustimento nella parte terminale per dare un po' di supporto e di spazio in più  dove far appoggiare il carter


Qui si può apprezzare distintamente quest'ultimo passaggio:


A questo punto è il momento di terminare il lavoro, per farlo come si deve è indispensabile un centro di lavoro a CNC con 5 assi, ovviamente attrezzato con apposita fresa ad inserti in MD con angoli di spoglia specifici per alluminio...



... oppure se proprio siete dei poveracci come me, che risaldate anche le palette della cacca dei polli per provare a riuscire a pagarvi l'Argon, potere anche accontentarvi di mola e lima...


 ..e decidere poi se farlo voi o se lasciare al proprietario l'incombenza di carteggiare il pezzo con le varie grane fino a portarlo al grado di finitura desiderato (io chiaramente amo delegare questa operazione, ritengo che sia fondamentale per far sentire il proprietario partecipe e parte attiva del restauro della sua moto, nonchè esperienza molto formativa per quest'ultimo sul tipo di relazione che intercorre tra tempo impiegato, limatura accumulata in terra e risultato finale ottenuto... che ci volete fare, io d'altronde non posso perderci su troppo tempo, ho le mie belle palette spalam*rda da saldare.. )



Ciao gente, buona Pasqua a tutti!





domenica 21 settembre 2014

Come riparare un carter di lamiera ammaccato di una moto

A volte basta un attimo di disattenzione mentre si mette la moto sul cavalletto, un piede messo male, una condizione di leveraggi sfavorevoli, e poi può diventare davvero difficile recuperare qualche quintale di ferro che si dirige inesorabilmente verso terra.
In questi casi il danno tipicamente non è così grave, e spesso solo di nautra puramente estetica; tuttavia riportare la moto alla sua condizione originaria mediante la sostituzione del pezzo danneggiato può essere oltremodo oneroso, come nel caso del paracalore dello scarico della foto sottostante:


Trattandosi di una Harley Davidson il costo del ricambio si aggira intorno a qualcosa come 300€, per cui vale decisamente la pena provare a trovare  una soluzione alternativa...


Si comincia con sandbag e martello a goccia della giusta dimensione


primi rounds



..per poi proseguire ancora con sandbag e martello..



e quindi si comincia a preparare il fondo per la cromatura da rifare


si procede con la lucidatura



e via, il carter è pronto per la cromatura:




mercoledì 9 aprile 2014

Come ricostruire il telaio di un 50ino d'epoca - Parte 4

Per procedere col restauro del telaio dell'Itom Astor 50cc rimane da praticare l'occhiello all'estremità dello stelo che abbiamo appena ricostruito; per fare questo faremo un uso piuttosto liberale dell'"attrezzatura 3M", che non significa costosa roba di qualità, ma bensì Morsa:

...Mazza

..e Mola:


 (ok, anche trapano e saldatrice...)

Appuntiamo lo stelo in posizione...


e verifichiamo che si trovi esattamente al posto giusto:


(il fatto che rimanga perfettamente dietro allo stelo originale significa che lo stelo ricostruito ne ricalca bene angoli e inclinazioni).

Una rapida verifica anche dall'altro lato...


e si può iniziare a saldare e molare il tutto come dall'altro lato:



Ed ecco finalmente come appare l'Itom con il nuovo stelo ricostruito:





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